[Valori Plastici, Valori di Gomma]
E' un mondo di plastica quello che ci circonda o siamo noi a non volerci tagliare e quindi non creiamo nulla di duraturo e solido? Domande idiote e senza risposta, nel blog d'una nave persa ancor prima di salpare
 





venerdì, 12 novembre 2004

Se ogni forma di vita rassomiglia al Creatore(ma io sono ateo), se io uccido una mosca mi autodistruggo?

postato da Nikoma, 00:13 | link | commenti (3)

sabato, 09 ottobre 2004

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOODIO....,ODIO, dal profondo, fottiti!

postato da Nikoma, 17:53 | link | commenti (4)

lunedì, 27 settembre 2004

Ciò che Nick scrive al buio

La linea del lamento è l'orizzonte delle cose,

il punto irraggiungibile verso cui tutto tende.

Perché, sai, anche la musica più allegra

ha un retrogusto di lacrime...

 

 

postato da Nikoma, 02:32 | link | commenti (2)

Dalla segreteria telefonica di Nick

 

-Bip!- Ciao, sono io. So che mi hai cercata. So che ci pensi mille volte mille a ciò che potevamo essere insieme. E ho trovato una soluzione: suicidati, e lì, in mezzo all'aria segreta e fresca che spira tra la vita e la morte, sarà il mio luogo. Lì dove tutto ha un senso, lì dove sarai felice da solo, lì dove, grazie al cielo, ci sei solo tu. Ti aspetto -Bip!-

postato da Nikoma, 02:30 | link | commenti

lunedì, 21 giugno 2004

Panacea di Plastica

 

Se è vero che scrivo cose oscure, tristi, malinconicamente disilluse; e se è vero che non ascolto i consigli dei fugaci lettori di questo blog, a cosa serve portarlo avanti?

Portarlo avanti mi serve ad evitare principalmente una cosa: la deriva. Ogni istante è per il mio cervello un impulso a viaggiare con la mente, a giocare con il mio pensiero così come faccio qui. Il mio passatempo preferito è sfidare le numerose concatenazioni logiche e dialogiche che si srotolano nel mio pensiero. Una volta estratte una ad una mi piace studiarle, esaminarle e poi rovesciarle per negarle, anche in modo artificoso e poco credibile. E' una sorta di allenamento apparentemente inutile. Ecco, questo è il gioco principale che sollazza i miei neuroni.

Ora, è inutile dire che riesco ad esprimere, grazie a Dio, in parole e frasi elettroniche, solo un 30 % di ciò che snocciolo autonomamente. Il resto si incastona in qualche angolino a me sconosciuto(non si dimentica mai nulla...). Tuttavia se mi divertissi tutto il giorno e lo esprimessi in parole davanti a gente più o meno sconosciuta, più o meno vicina, più o meno familiare, mi alienerei totalmentee, cosa ancor più grave, non avrei speranza di tornare indietro da quei giochini tanto divertenti ed alienanti. La gente, senza riserve e privilegi del dubbio, mi considererebbe semplicemente un pazzo senza significato. Cosa che non sono. Così ho scelto di relegare a questa pagina le riflessioni che a fatica trattengo durante il giorno. Alla ricerca d'un equilibrio migliore, dunque, ed al rifiuto di sembrare gioviale ma essere in realtà affogato nei problemi fittizzi(o di plastica...) creati dalla mente viziata dedico questo blog. Chi capisce al volo bene, gli altri invece....

Niccolò

postato da Nikoma, 01:29 | link | commenti (1)

venerdì, 18 giugno 2004

C'è gente che se ne frega, gente che sta male dentro, gente che piange quando anche il sole su Milano ride. Questa gente ha la forza di andare avanti, nonostante i difetti propri ed altrui, nonostante le invidie, nonostante gli errori. Se da un lato il loro volersi accontentare di tappabuchi per non arrischiarsi troppo nella ricerca d'una serenità e d'un'allegria maggiore è alquanto vigliacco; dall'altro essi sono enormemente consci che la Natura Psicologica non ha destinato loro la possibilità di essere felici in mezzo agli altri sempre e comunque. E non è determinismo, è consapevolezza.

Esse, seppur non senza colpe sulle spalle, sofrono un enorme contrappasso quotidiano per i propri errori da parte di facce allegre e velenose, avvelenate di gioia di vivere, che è il peggior calmante dell'anima dato che non permette d'analizzare senza timori la vita, anche per un secondo, dal di fuori. Certa gente vive in una condizione atemporale che anestetizza il desiderio ed il dolore, ma che dà loro una chance di elevazione superiore. Sarà nel momento in cui raggiungeranno quest'ultima che sopravverrà il sintomo maggiore, la grande scoperta: per alcuni, più li si odia e più diventano grandi e migliori. L'odio delle persone, attirato e non-, spinge certe persone a sfidare se stesse, animate prima dall'astio e poi dall'amore che non hanno mai ricevuto. I romantici vedranno in queste parole(se le leggeranno) il fatto che è l'amore il grande calmante del mondo, quello che riesce ad omologare ed a ridurre i rischi di sofferenza( se quelle persone di cui parlo fossero state amate le invidie sarebbero finite e tutti sarebbero stati felici e contenti).

Io vedo solo che non c'è lieto fine per l'invidia. In bocca al lupo a tutti coloro che si sentono odati e monomachi ad oltranza.

 

Niccolò

Tempo di lettura: 10 minuti intensi o 3 alla cazzo(in osservanza dei consigli di Andre)

postato da Nikoma, 02:18 | link | commenti (2)

giovedì, 10 giugno 2004

Una luna a metà è come una cipolla a metà: una parte ci ha già fatto piangere, l'altra deve ancora arrivare. Ma è così bello il pianto della luna: è il suo colore che è straziante ma al tempo stesso accomodante, illusorio, di finta calma serafica. In queste notti sarebbe bello inforcare la sella del motorino, o della bici se s'è romantici, e correrle dietro, inseguire una volta tanto la luna per andarle sotto, sì proprio sotto sotto, pedalando fiduciosi e col fiatone denso di domande. E giunti al suo cospetto, riposarci nella saggezza di chi, della luna, ha visto il sedere.

Niccolò

postato da Nikoma, 03:53 | link | commenti (1)

mercoledì, 02 giugno 2004

22:04

02/06/04

La luna è un londinese nelle tenebre

che cammina verso una periferia nascosta.

S'infiltra tra le ali d'un biplano,

tra le pale dell'elica il suo soffio batte piano.

La campana annuncia il cicalare della notte,

i casermoni che nitriscono il rimbombo delle nubi.

Le stelle che si spostano, in alto sù nel cielo

s'abbasano sul porto che dal cielo vien lambito.

La luna è un gran represso, che urla dietro al cielo,

strilla al mondo intero una luce che non ha.

In fondo, oltre le gru, le case popolari

audaci ma discrete, pesanti e trasparenti.

Ogni corridoio è luce, ogni macchina è una stella,

oltre il lago blu elettronico, la voce di chi dorme.

 

Niccolò

postato da Nikoma, 22:23 | link | commenti (2)

domenica, 30 maggio 2004

Motorik Beat

Oggi parlo di ciò che sta all'origine della musica elettronica, che coinvolgerà sempre di più il nostro ego auricolare negli anni a venire. Il motorik beat, il ritmo secco e ripetuto reiterato da mano umana(prima ancora che dalle drum machines) è stato inventato più di trent'anni fa da un tedesco, Michael Rother, fondatore dei Neu!, gruppo staccatosi dai più conosciuti Kraftwerk(questi ultimi, padri dell'iper- ellettronica e di tutta la musica commerciale che presenti battiti elettronici al suo interno, quindi anche House e Techno...). Costui, seguendo la diffusa sensazione di angoscia soffocata dalla ripetitività dell'età industriale, volle progettare e sperimentare la colonna sonora dell'epoca dell'industria pesante. Oltre l'idea dell'uomo-macchina di tanti musicisti cosmici del periodo. Ultimo approdo e più grande risultato della sua opera, per la maggior parte dura da comprendere e geniale fino all'allucinazione schizoide, è l'aver capito che un ritmo sempre uguale e conducente allo smarrimento dell'ascoltatore stimola la ricerca di dettagli sonori(principalmente effetti e campionamenti). Inoltre, il motorik beat, il battito regolare e "clonato" trasforma l'angoscia in trance. Ogni volta che vado a ballare ci penso.

Niccolò

postato da Nikoma, 02:32 | link | commenti (4)

giovedì, 27 maggio 2004

La Musica del futuro

Discutendo con un'amica su quale musica potrebbero ascoltare i nostri figli e nipoti ci siamo trovati, inevitabilmente e come al solito, in emozionante disaccordo. Secondo lei è auspicabile che ascoltino del "buon rock", io, come sempre fedele alla mia linea di uomo di plastica e circuiti, ho risposto che:

"Credo che la musica non esisterà più nei termini attuali. Gli auricolari rasmetteranno impulsi elettrici automodulati che seguiranno la melodia del pensiero. Ognuno diventerà compositore di se stesso. Come quando ti viene in mente una melodia che non riesci precisamente ad orchestrare ma che ti piace. Ecco, quegli impulsi stimoleranno i settori del cervello che maggiormente andranno a concentrarsi su quella melodia fino a quando non la sentirai per davvero. In futuro vedo il lettore-stimolatore-registratore di emozioni melodiche fare capolino dagli scaffali del Media World e degli psichiatri".

postato da Nikoma, 00:08 | link | commenti (2)